nel 1969 che Philip Lynott (1949-1986), all’epoca chitarra e voce, e Brian Downey, batteria, assieme al chitarrista mancino Joe Staunton e al bassista Pat Quigley danno vita alla prima incarnazione del gruppo. Il nome scelto, Orphanage, viene cambiato in Thin Lizzie quando, sei mesi più tardi Staunton e Quigley vengono sostituiti dal chitarrista Eric Bell e dal tastierista Eric Wrixon.
È Bell, grande fan di Eric Clapton, che osservando la copertina del leggendario album “John Mayall & The Blues Breakers featuring Eric Clapton” nota il chitarrista intento nella lettura del fumetto Beano. Dopo averne acquistato una copia l’attenzione ricade sulla striscia che vede protagonista il robot Tin Lizzie, e così dopo un piccolo ritocco al nome nascono definitivamente i Thin Lizzie.
Il primo singolo, “The Farmer” viene rilasciato dalla formazione che vede ora Lynott al basso e voce nel 1970. È a questo punto che Wrixon abbandona, ma il terzetto forte di una buona reputazione live ottiene un contratto con la Decca.
Seguiranno un paio di album di folk rock e una grossa hit con il remake di un classico della tradizione popolare irlandese, Whiskey In The Jar.
Per il terzo Vagabonds Of The Western World il sound si indurisce e si incominciano a intravedere le ottime capacità compositive di Lynott. La svolta avviene nel 1974, quando, al posto del dimissionario Bell, Lynott recluta due chitarristi, Brian Robertson e Scott Gorham: nasce così il classico sound delle “chitarre gemelle”, è infatti il modo di suonare assieme determinate partiture a generare quelle armonie già care ai Wishbone Ash.
Con Jailbreak, pubblicato per la nuova etichetta Vertigo su Spaceship Label, arriva il successo, in gran parte grazie al singolo The Boys Are Back In Town, ed ha inizio una stagione incredibile che li porterà, dopo la pubblicazione di ottimi album in studio, a rilasciare quello che è considerato uno dei migliori dischi dal vivo di sempre, Live And Dangerous.
Nel 1978, cacciato Robertson, rientra dopo tanti anni l’amico Gary Moore (suonavano assieme negli Skid Row) per le registrazioni di Black Rose, album che si rivela uno dei migliori della produzione e consacra definitivamente la band.
Negli anni a seguire si susseguono al posto di Moore, Snowy White e John Sykes, ma il risultato non cambia grazie alla maestria compositiva di Lynott. Lo split nel 1984, non prima di aver realizzato un tour d’addio immortalato in Life.
Dopo vari tentativi per far decollare il nuovo progetto Grand Slam, Lynott morirà il 4 gennaio 1986 a causa dell’abuso di droga. Pur non avendo mai ottenuto il successo planetario dei contemporanei Deep Purple e Led Zeppelin, è stata una delle menti più creative del rock britannico, costantemente citata e omaggiata da artisti vecchi e nuovi, Bob Dylan disse di Lynott: "This Man Is Genious"!
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